Con voto unanime l'Assemblea legislativa ha approvato il Progetto di Legge che istituisce un fondo per il sostegno socio-educativo, scolastico e formativo dei figli di vittime di incidenti mortali sul lavoro. "Si tratta di una legge sulla quale avevo annunciato il mio impegno in occasione della Giornata nazionale vittime incidenti sul lavoro - ha sottolineato il presidente della Commissione lavoro Massimo Pironi - perché interviene in maniera diretta verso chi ha subito e porta su di sé e nella propria famiglia il peso delle conseguenze degli infortuni. Non bisogna mai dimenticare infatti che dietro alla drammaticità dei numeri e delle statistiche ci sono persone e storie che devono trovare supporto e aiuto da parte delle istituzioni". Il nuovo fondo regionale servirà ad alleviare, almeno in parte, le gravi difficoltà vissute dai familiari delle vittime, i quali si vedono mancare una fonte di reddito, a volte l'unica e ciò può provocare la riduzione delle spese destinate ai servizi socio-educativi per la prima infanzia, all'istruzione e alla formazione, sacrificate a vantaggio di altre esigenze primarie. La nuova Legge prevede che la Regione sostenga i figli delle vittime con i redditi più bassi, per garantire il diritto allo studio e contrastare i rischi di abbandono o dispersione.
"In commissione abbiamo lavorato - ha detto Pironi - per eliminare alcuni elementi che avrebbero limitato il campo d'azione della legge e lo abbiamo fatto in accordo con la consigliera Bortolazzi che ha proposto il progetto di legge e con i consiglieri di minoranza. Un lavoro di squadra che ha portato ad un buon risultato testimoniato dall'approvazione in aula con un voto unanime. Certo - ha continuato Pironi - non bisogna dimenticare che c'è un forte bisogno di continuare il lavoro sul versante della prevenzione e nonostante in quest'ultimo anno ci sono state significative iniziative che hanno coinvolto il Parlamento ed anche la nostra Regione il grande impegno, che non può essere ulteriormente rimandato, riguarda soprattutto le attività di formazione. C'è la necessità urgente di costruire un modello culturale che affermi il concetto di sicurezza. Bisogna abituare le persone a valutare correttamente i rischi perché questi ultimi non si possono eliminare del tutto ma sapendoli valutare si possono ridurre notevolmente e questa è un'azione che riguarda soprattutto gli immigrati che secondo le statistiche hanno una possibilità di infortunio che è superiore addirittura del 50% rispetto a quella dei lavoratori italiani". "Può sembrare paradossale - ha concluso Pironi - ma il mio augurio è che la legge che abbiamo approvato oggi debba servire al minor numero possibile di persone".
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