Sostenibilità economica e sociale: un patto per salvaguardare la coesione sociale e far crescere il sistema imprenditoriale

Il nostro territorio ha maturato una solida attitudine allo sviluppo, allineandosi negli ultimi anni alle aree più forti della nostra Regione e d'Europa. Tuttavia per vincere la sfida della competitività che la globalizzazione ci impone e superare la difficile congiuntura economica che stiamo attraversando Riccione deve puntare ad affermarsi sempre più come sede di uno sviluppo complessivo sostenibile e con standard elevati, dove paradigmi imprescindibili sono la qualità, l'innovazione e l'integrazione. Lo sviluppo ulteriore della nostra città passa dalla sua capacità di "fare sistema", mettendo in rete le eccellenza e le energie del territorio, ricercando sinergie nell'utilizzo delle risorse, nonché dal rafforzamento delle interconnessioni con il resto del territorio provinciale e regionale. Per conseguire questi obiettivi proponiamo di attivare una "programmazione strategica" degli interventi volti a qualificare il nostro sistema economico e dar vita un vero e proprio "Patto per lo Sviluppo" che, innovando l'attuale modello di concertazione, coinvolga tutti gli attori territoriali - istituzioni, associazioni ed operatori - nell'individuazione concertata delle priorità di intervento e che metta a sistema tutte le sinergie attivabili sul territorio, anche per assicurare un utilizzo il più efficace e efficiente possibile delle risorse disponibili.

La grave crisi che sta attraversando l'economia internazionale sta producendo radicali cambiamenti ed una severa selezione delle imprese. In assenza di interventi strutturali il rischio è che la crisi non selezioni le imprese migliori premiando quelle con forti potenzialità di crescita, ma semplicemente le impoverisca tutte, degradando l'intero tessuto sociale. La nostra priorità in questo frangente deve essere quella di trasformare questo momento di difficoltà in occasione di ristrutturazione e riconversione. Trasformare la crisi in opportunità per il nostro territorio è cosa complessa ma non impossibile. La prima opportunità per cui dobbiamo impegnarci è quella di ridurre alcune debolezze del nostro modello imprenditoriale, come l'estrema parcellizzazione, gli insufficienti investimenti in innovazione, la scarsa propensione alla creazione di servizi avanzati. Dovremo operare al fine di incentivare la crescita dimensionale delle nostre imprese premiando l'aggregazione e le logiche di gruppo. La seconda opportunità è quella di rispondere al bisogno delle imprese di piccola e media dimensione di essere inserite in un "sistema", in un coordinamento delle istituzioni e dei soggetti economici e sociali che sia realmente integrato ed orientato allo sviluppo, cioè in grado di offrire relazioni, servizi, opportunità per coloro che hanno le potenzialità per ricominciare a correre e tutele e sostegno per consentire a chi rimane indietro di riprendere velocemente posizione. Per facilitare questo processo dovremmo continuare ad investire sul capitale sociale: infrastrutture, cultura, reti informative, mobilità, sicurezza, legalità al fine di accrescere la competitività e l'attrattività del territorio. La terza opportunità è data da combinato disposto: crisi economica-contrazione delle risorse pubbliche-riforma del federalismo fiscale: questa combinazione oggi ci deve spingere a porci prima di tutto il problema di come creare risorse anziché, come sin ora è stato fatto, di come utilizzare. Il nostro impegno sul fronte dello sviluppo economico e del sostegno all'impresa si svilupperà quindi lungo precise linee di intervento:

  • favorire la crescita di un sistema produttivo di qualità e ambientalmente sostenibile, centrato sulle risorse dell'economia, della conoscenza, delle professionalità e della qualità dei progressi organizzativi e del lavoro;
  • promuovere la qualità anche nel mercato del lavoro, attraverso l'incontro tra domanda e offerta soprattutto in ordine alle professioni ad alto contenuto tecnico - scientifico;
  • sviluppare la ricerca e metterla al servizio delle reti di imprese, creando sinergie continue tra il mondo delle imprese e il sistema dell'istruzione e della formazione, anche attraverso la creazione di "luoghi di confronto" tra istituzioni, mondo imprenditoriale e centri del sapere e favorendo forme di imprenditoria ad alta tecnologia che contribuiscano a creare un ambiente propenso alla innovazione;
  • aumentare le opportunità e la propensione alla internazionalizzazione delle reti di imprese;
  • esprimere capacità di governo del sistema a livello territoriale nelle dinamiche di crescita del settore dell'energia per coglierne opportunità nel rispetto della sostenibilità;
  • avviare un approfondimento specifico sul ruolo che possono giocare per lo sviluppo futuro del nostro territorio i servizi pubblici locali, da valutare in tale contesto non solo sotto il profilo dell'erogazione dei servizi ai cittadini, ma anche in relazione alla importanza economica delle imprese che operano in settori (energia, ciclo idrico integrato, trasporti pubblici locali) che, in un contesto come quello attuale possono divenire strategici nell'ambito delle politiche di distretto territoriale;
  • alimentare un rapporto positivo fra l'impresa, la sua efficienza, la sua responsabilità sociale ed il territorio;
  • sostenere la finanza d'impresa attraverso la qualificazione del rapporto fra sistema bancario, dei consorzi fidi e PMI che sostenga i progetti di dimensionamento e capitalizzazione, innovazione, di ricerca, di specializzazione produttiva;
  • puntare sulle competenze acquisite dai giovani anche attraverso specifici progetti che favoriscano il passaggio generazionale nella gestione delle imprese (per es. attraverso spin-off, strumenti agevolativi specifici, formazione);
  • proseguire nelle politiche di semplificazione delle procedure amministrative per l'esercizio dell'attività di impresa;
  • garantire nella programmazione uno sviluppo equilibrato del nostro territorio con coerenti azioni che tutelino e valorizzino i tratti distintivi del nostro assetto territoriale e sociale e salvaguardando la vivibilità in tutti i contesti abitativi.
  • completamento dell'insediamento di Via Piemonte;
  • realizzazione dell'Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata di Raibano;