Le nostre proposte per quanto riguarda le politiche sociali, partono dalla considerazione che la sicurezza sociale è un valore che va difeso nonostante i tentativi di smantellamento e di riduzione di diritti che si vorrebbero porre in essere dal governo centrale. La conoscenza delle esperienze maturate nella città, la capacità di attivare soggetti diversi, pubblici e privati, per conseguire l'interesse degli utenti, l'intento di utilizzare al meglio la cosa pubblica, sono i criteri da utilizzare per ottimizzare le risposte che la municipalità intende dare ai suoi cittadini. Fermo restando il compito dell'ente pubblico di individuare i bisogni che vanno affermandosi, senza che necessariamente si giunga alla fase della emergenza, si potrà trovare la soluzione dei problemi con la collaborazione di quanti conoscono e condividono le varie tematiche. Sarà, perciò, necessario un percorso fatto di confronto e dialogo per l'identificazione di risposte personalizzate per i bisogni che si manifestano. E' evidente, infatti, che il maggior prolungamento della vita, la trasformazione delle relazioni sociali e familiari, l'aumento delle persone sole e le modificazioni del tessuto sociale, comportano una maggiore attenzione alla domanda piuttosto che a politiche di offerta prestabilita per qualsiasi bisogno. La personalizzazione degli interventi di riduzione e contrasto dei bisogni passano da un'assunzione di responsabilità che individui periodicamente i bisogni a risposta inevasa quale condizione per la condivisione delle priorità di intervento. La strategia generale che dovrà guidare l'attuazione delle politiche sociali può essere suddivisa su due grandi direttrici di azione:
1. il sistema sociale e la sua organizzazione;
2. i servizi e il loro funzionamento.
Il benessere dei cittadini può essere garantito solo se il sistema di governo locale delle politiche sociali risponde ad alcuni principi cardine della governance: apertura dell'istituzione al cittadino e alle sue forme di rappresentanza ed auto-rappresentanza; partecipazione dei cittadini alle fasi di programmazione, gestione e valutazione dei servizi di cui beneficiano; responsabilità specifica e diffusa a livello istituzionale ed a livello di società civile (responsabilità sociale pubblica e privata); efficacia delle azioni, dei servizi e dei progetti sociali; coerenza delle azioni con un modello complessivo di sviluppo socio-economico municipale; proporzionalità e sussidiarietà fra i diversi attori sociali. Il sistema sociale, i cui diretti motori sono costituiti dal Comune e dagli altri enti locali territoriali pubblici, dalle nuove Aziende dei servizi alla persona (ASP) e dall'AUSL, dalle Associazioni, dalle cooperative sociali, dalle parti sociali, dalle organizzazioni no-profit, ma il cui tessuto connettivo è formato anche dalle aziende, dalle imprese sociali, dai cittadini, deve essere sempre più guidato attraverso nuovi strumenti di governance, che siano in grado di programmare e regolare il sistema; su questo fronte ci attendono due sfide:
a) ripensare l'assetto generale interno sia a livello organizzativo che regolamentare con l'introduzione di nuovi strumenti organizzativi e gestionali più partecipativi ed efficaci;
b) costruire nuove reti, nuovi "clusters istituzionali", ideando percorsi trasparenti e responsabili di collaborazione e di welfare mix, fra amministrazione pubblica, terzo settore, imprese.
Ma l'innovazione della governance del sistema deve essere accompagnata da una forte attenzione alla promozione e all'inclusione sociale, alla costruzione di risposte universalistiche alle generazioni che convivono nella città, all'attivazione di servizi di qualità in grado di offrire prestazioni flessibili, specialistiche, tempestive alle domande sociali emergenti. Gli strumenti della programmazione dei servizi, della loro organizzazione e del loro funzionamento, della loro capacità di fornire risposte in linea con i diritti e i bisogni della popolazione della nostra città, dovranno avere un'attenzione prevalente nell'azione amministrativa, che intende realizzare servizi aperti, accessibili e integrati, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. Al centro delle aree e degli obiettivi di salute vi è il cittadino o la cittadina in tutte le sue possibili dimensioni generazionali e sociali: il cittadino bambino, il cittadino giovane, il cittadino adulto, il cittadino anziano, il cittadino disabile, il cittadino escluso, il cittadino portatore di patologie e quindi di bisogni speciali.
L'impegno della nostra Amministrazione sarà quindi quello di sviluppare un sistema di "Welfare positivo", inteso come un modello dinamico di integrazione socio-sanitaria-assistenziale ed educativa, caratterizzato da un'offerta di interventi rivolti alla persona e alla famiglia lungo l'intero arco di vita e capace di sostenere potenzialità e fragilità, favorendo la promozione e lo sviluppo di capacità individuali e di reti familiari e garantendo l'esercizio del ruolo di governo del sistema integrato dei servizi.
Alcune azioni:
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tendere ad una maggiore integrazione delle politiche e dei programmi in materia sociale, sanitaria, socio-sanitarie, scolastica, formativa, abitativa, culturale, del tempo libero, del lavoro;
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sviluppare il raccordo istituzionale tra Comuni, Provincia, Regione, AUSL, Scuole Primarie e Secondarie di primo e secondo grado;
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perseguire un'alleanza ancora più solida tra gli erogatori pubblici e privati del territorio.
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