Massimo Pironi propone un «Patto con la cooperazione sociale» per programmare "insieme gli interventi nei servizi sociali"

"Un vero e proprio «Patto con la cooperazione sociale», con il quale definire insieme gli spazi e gli ambiti di intervento", da varare all'indomani delle elezioni, per coordinare e programmare "insieme i servizi sociali a Riccione". E' quanto ha proposto Massimo Pironi alle cooperative sociali di tipo B, aderenti al Consorzio Sociale Romagnolo, la struttura unitaria che riunisce tutte le cooperative esistenti sul territorio. Il Patto è stato lanciato durante l'incontro - confronto promosso dal Csr, al quale ha partecipato anche l'antagonista di Massimo Pironi alla carica di sindaco, Renata Tosi. Incontro svoltosi al Lago Arcobaleno, gestito dalla cooperativa sociale Cento Fiori, è styato introdotto dal presidente del Csr, Pietro Borghini e dal direttore della cooperativa Cento Fiori, Alfio Fiori. Un'occasione per illustrare ai futuri amministratori pubblici - indipendentemente dall'esito elettorale - il ruolo che le cooperative sociali di tipo B hanno sviluppato in ambito provinciale negli ultimi anni, significativamente riassunti in 24 imprese cooperative, oltre 800 addetti di cui il 43% composto da inserimenti lavorativi di persone "svantaggiate", per un fatturato di oltre 11 milioni di euro.

Massimo Pironi ha ricordato come proprio al lago Arcobaleno, la sede dell'incontro, è cominciata "la prima esperienza della cooperazione sociale a Riccione", mentre era assessore: "un luogo salvato dalla cementificazione - qui era previsto un capannone - diventato ora un'area ecologica che attira, per la sua valenza, contributi regionali e provinciali". Pironi ha ricordato che nel suo impegno amministrativo ha "sempre cercato di spingere per il coinvolgimento del terzo settore, e per un'economia di mercato con istanze etiche", ed ha quindi avanzato la proposta di "un vero e proprio «Patto con la cooperazione sociale», con il quale definire insieme gli spazi e gli ambiti di intervento. Già abbiamo avviato diversi rapporti con l'ente pubblico, la gestione dei bar nella sede della Provincia o nelle scuole ne sono alcuni esempi. Così come la mediazione per arrivare a una convenzione provinciale sugli inserimenti lavorativi, sulla quale dovremo lavorare ancora. Ma è solo coinvolgendo la cooperazione sociale nella programmazione e progettazione del sistema dei servizi sociali, a Riccione, come città ma anche come Comune capofila della zona sud per i piani di zona, che possiamo andare a lavorare su alcune tipologia di inserimenti, che sempre più potrebbero rappresentare problematiche emergenti nella società. Penso ad esempio al tema del disagio psichico, che temo possa emergere di più. Per questo tipo di inserimento sociale è necessario uno sforzo maggiore: la programmazione e la formazione professionale diventano essenziali".