Siamo qui, a festeggiare insieme la fine di questa lunga campagna elettorale, iniziata a ottobre. Un viaggio entusiasmante nel cuore di Riccione, tra la gente, le imprese, i lavoratori, le associazioni di volontariato in ogni quartiere, circolo, incontrando vecchi e nuovi amici.
Abbiamo impegnato la nostra parola con migliaia di cittadini, li abbiamo chiamati, incitati a percorrere con noi una scelta coraggiosa e impegnativa: il cambiamento attraverso la partecipazione.
Mentre la politica marca sempre più la distanza tra cittadini e istituzioni, noi chiediamo alle gente di partecipare. E percorso assieme, con umiltà, le strade dell'ascolto.
E' successo per le Primarie. E Riccione, molto più che altrove, ha risposto in modo massiccio, lasciando un segno che tutta l'Italia ha visto.
Il segno che qui, da noi, la gestione della cosa pubblica non è un affare privato, riguarda tutti. E tutti ne sono coinvolti. Che qui non si decidono i candidati nel chiuso delle segreterie né con i fax inviati da Roma.
Questa consapevolezza ci ha portati fino a qui, ci ha dato forza e determinazione, ben sapendo che Riccione ha bisogno di una politica aperta e libera, che Riccione ha più idee ed energie di quelle che riesce a convogliare. Ci ha ridato l'entusiasmo di guardare ad una Riccione che vuole contare di più, che manifesta la volontà di partecipare in maniera attiva e responsabile al benessere e alla crescita.
Siamo andati a cercare questo patrimonio, tra la gente, siamo qui perché vogliamo valorizzarlo, dargli spazio non a parole, ma con i fatti.
E' un tratto del mio modo di interpretare la politica: stare lontano dall'autoreferenzialità. L'ascolto delle persone aiuta, tra le altre cose, ad interpretare meglio il compito di amministratori, avvicina alla concretezza delle esigenze e delle aspettative dei cittadini. L'incontro con idee diverse è prezioso perché permette di verificare le proprie, se sono giuste e sono comprese. Aiuta a decidere.
Con le Primarie abbiamo aperto un varco per queste energie. Oggi, con il nostro progetto, allarghiamo il varco e chiamiamo la gente a realizzarlo, insieme a me e a tutta la coalizione del centrosinistra. E con la stessa forza, la stessa determinazione cercheremo la partecipazione nelle scelte che riguardano la comunità. Consapevoli che "la politica è uscirne insieme", è decidere cosa fare della propria vita, della propria città, del proprio futuro, insieme.
Riccione ha alle spalle da anni di stabilità politica, anni di governo efficiente e coerente, durante i quali sono nate e si sono sviluppate nuove infrastrutture che già mostrano alla città nuovi percorsi di sviluppo. Il Palacongressi, lo Stadio del nuoto, il Lungomare, giusto per dare esempi di rinnovamento tangibile, opere che spalancano nuove opportunità, ma che dobbiamo avere la forza e la capacità di governare, per definire meglio la nostra identità.
Sono qui perché ho scelto di cogliere la sfida del rinnovamento per la nostra città. Mi sono messo in gioco, anche lasciando posizioni di certo "più comode", come spesso mi hanno ripetuto amici e conoscenti.
Il percorso fatto ci ha portato a proporre una nuova classe dirigente, volti nuovi, energie fresche, cercando professionalità ed esperienze in grado di esprimersi in favore della comunità. Senza rinchiuderci, anzi abbattendo barriere ancora difficili da abbattere, come la partecipazione delle donne alla vita pubblica. Perché la politica ha bisogno di dare voce, non toglierla, e la città si guarda con gli occhi e le esigenze di tutti.
Stiamo investendo nel capitale umano perché sappiamo che le scelte che dovremo prendere non si limitano al traguardo di pochi anni o di una prossima elezione. Riccione è una città che vive un respiro internazionale. Si muove da decenni in un mercato turistico globale, è agganciata alle tematiche della cultura, dello sport, dell'economia internazionale e deve attrezzarsi per coglierne le evoluzioni.
Se c'è qualcosa che questi anni hanno dimostrato è che le sfide globali si giocano sulla qualità. Qualità del territorio, qualità dei servizi, qualità della vita. Qualità nelle relazioni che saremo in grado, e lo saremo, di costruire.
Lo sviluppo, le prospettive e le potenzialità della nostra città passano da un contesto territoriale più ampio, dal relazionarsi come un sistema con la Provincia e la Regione, portando la nostra dote di eccellenza nell'innovazione. L'essere parte di una rete articolata di relazioni nazionali ed internazionali è la componente essenziale della strategia di cooperazione e competizione di un territorio, in quanto consente non solo lo scambio di informazioni, esperienze e "migliori pratiche" tra le diverse realtà, ma permette, soprattutto, di individuare soluzioni comuni avanzate, promuovere progetti e azioni di cooperazione, reperire risorse, attrarre investimenti e idee.
Un nuovo Patto per Riccione è la chiave del rinnovamento della città. Un patto che coinvolga l'Amministrazione pubblica, le forze economiche e sociali in un impegno comune per rilanciare l'economia riccionese. Senza lasciare indietro nessuno.
Un'alleanza tra pubblico e privato dove il benessere è comunitario. L'economia cresce se c'è un tessuto sociale coeso, reti di relazioni solide, enti pubblici, istituzioni e associazioni di volontariato che programmano e realizzano insieme servizi sociali che garantiscono alle famiglie e alle persone il non trovarsi da sole a fronteggiare i propri bisogni.
Un patto così non si inventa, si costruisce con pazienza, tenacia e tanta capacità di ascolto.
Le fondamenta sono la città come è stata realizzata in questi 50 anni. Ne siamo tutti orgoglioso, il nome Riccione è sulla bocca di tutti quando si parla di innovazione e tendenza. Sono fondamenta solide, sulle quali favoriremo gli insediamenti purché orientati allo sviluppo e non alla vendita.
Le colonne sono un'Amministrazione pubblica dinamica ed efficace, ben integrata in un forte sistema regionale, nel quale trovare risposte per le grandi infrastrutture della mobilità, dell'energia e dell'ambiente. Un'amministrazione che abbia come timone delle scelte la sostenibilità ambientale e la qualità urbana. Perché sappiamo che la sostenibilità e la qualità urbana sono i fattori determinanti nella competizione fra città e territori, elementi di attrazione per gli abitanti, turisti e per un numero crescente di imprese e investitori. Un'amministrazione quindi capace di creare opportunità e dare spazio alla creatività delle imprese e dell'associazionismo sociale, spazio a fantasia, ingegno e operosità.
Il collante per questo patto è il dialogo, il confronto.
Abbiamo avuto alcuni esempi, in questi giorni di campagna elettorale, di come venga interpretata la parola "dialogo". C'è ancora chi crede che sia la voce più grossa quella che ha ragione.
Io non lo credo. Non l'ho mai creduto. Non è esaltando la paura e l'individualismo che si crea una comunità: così la si disgrega. Non è con i "no" che si cresce, ma dando fiato alle aspirazioni della gente, ai desideri dei giovani, alle idee che nascono e che cercano solo le occasioni giuste per sbocciare e concretizzarsi.
Insieme siamo diventati la Riccione che tutti conoscono, insieme modelleremo e creeremo la Riccione delle future generazioni. Insieme gestiremo i problemi più sensibili, come il ciclo dei rifiuti, l'erosione marina, del mercato e della riqualificazione dei quartieri e della città.
Abbiamo sentito cosa dicono chiedono i riccionesi. Nelle centinaia di incontri che abbiamo fatto e anche qui, poco fa, sullo schermo. Chiedono attenzione per la città, nelle piccole e nelle grandi cose. Non faremo cadere le loro domande nel vuoto.
Ma chiedono anche attenzione ai nuovi bisogni che anche qui arrivano, con l'evolversi della società. La signora che chiede di cambiare, certo, ma restando la Riccione di tutti, di chi ha i soldi e di chi ne ha meno. La giovane donna che deve essere madre e lavoratrice ma sa anche che da sola è dura. Riccione è anche sua, deve trovare risposte anche per lei. E sapremo trovarle.
Riccione deve migliorare ancora, e può farlo solo se ogni cittadino sarà protagonista del proprio e del nostro futuro.
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