Vengo da alcune settimane che mi hanno consentito di riprendere un rapporto intenso con Riccione, con i cittadini e con le loro diverse associazioni. Che mi ha permesso di incontrare tanti amici e compagni che mi hanno affiancato in questo impegno, a volte ritrovando il vecchio entusiasmo in altri casi, invece, scoprendo l’impegno e la partecipazione ad un momento importante per la città. Ma la cosa che mi ha gratificato di più è l’aver sentito la corrispondenza di ideali e di passioni con le nuove leve della classe dirigente riccionese che mi hanno chiesto di guidarli e di essere per loro riferimento con l’obiettivo di formare una classe dirigente che abbia lo sguardo rivolto non tanto ai prossimi 10 anni, ma si ponga in una prospettiva di 20/30 anni. Solo per questo dovrei ringraziare la scelta strana, per alcuni inopportuna, di mettermi in gioco candidandomi a Sindaco di Riccione passando attraverso le elezioni primarie.
«Ferma condanna all’aggressione in cui è caduto vittima un clochard oggi a Rimini: non si può avere indulgenza con chi compie atti di una intolleranza così bestiale contro una persona indifesa». Massimo Pironi e Roberto Piva, Consiglieri regionali del Partito democratico, intervengono sull’episodio di cronaca nera verificatosi in città, laddove un uomo privo di alloggi è stato cosparso di carburante mentre dormiva per strada, e bruciato.
È a scuola che un bambino comincia a sognare il proprio futuro. È a scuola che viene accompagnato nella scoperta dei suoi talenti e sostenuto nelle sue difficoltà. È a scuola che scopre di essere parte di una comunità. Ma è proprio la scuola che viene continuamente denigrata e questo non può in nessun modo contribuire ad analizzarne la complessità e a valorizzarne le potenzialità. Alla scuola, negli anni, è stato chiesto di divenire il “pronto soccorso” delle nostre comunità. Là dove c’era un problema – uno qualsiasi – doveva essere la scuola a mettere in programma un’educazione specifica. Chiaramente mai con adeguate risorse, ma sempre confidando sulla professionalità del corpo docente. Professionalità negata l’attimo successivo, quando l’insegnante perde di status per diventare soltanto un costo. Sono convinto che l’educazione sia tra gli investimenti fondamentali per il presente e per il futuro. Non ci potrà mai essere una società della conoscenza dove c’è una scuola che funziona male, umiliata in un ruolo di baby-sitter e non tenuta nel debito rispetto come produttrice di cultura, di sapere, di società. Stiamo chiedendo alle famiglie italiane di pagare un prezzo troppo alto: l’inquietudine per il futuro dei propri figli, la paura di non poter garantire loro un servizio di qualità e adeguato agli standard europei. Solo alcuni dati per riflettere insieme: siamo il Paese che ha il tasso di natalità più basso del mondo e quello di povertà minorile più elevato del mondo occidentale. A questo si aggiunga il tasso di istruzione più basso d’Europa. E a cosa assistiamo? Ad un ulteriore svalorizzazione della scuola, uno dei pochi contenitori capaci di rimuovere le diseguaglianze e di rimettere sulla pista della vita ogni bambino partito in difficoltà. La nostra Regione, le nostre province, i nostri comuni lo sanno bene e lo dimostrano le notevoli risorse che si aggiungono a quelle messe a disposizione dallo Stato. Siamo una Comunità regionale che investe nella scuola e che continuerà ad investire ma non potremo sopperire ai tagli che il Governo ha proposto. Le politiche di integrazione, di messa in rete del sistema educativo, le centinaia di progetti e buone prassi che si consolidano e ci vedono competere con le altre regioni europee saranno compromesse.
È positivo che il progetto di legge sugli agriturismo, all’insegna della "tradizione, tipicità, e valorizzazione dei prodotti dell’agricoltura dell’Emilia-Romagna", approvato dalla Giunta regionale, abbia accolto, già in questa fase, parte delle osservazioni e delle istanze presentate dalle associazioni di categoria. Non sfugge a nessuno l’esigenza di regolamentare in maniera puntuale anche questo settore in ordine ad esigenze di qualificazione del prodotto turistico e valorizzazione dei prodotti tipici locali.
"Altro che regalo agli enti locali: l'ingresso della Regione nelle fiere è il primo passo per rafforzarle e creare un unico sistema fieristico. E sopratutto, per rafforzare la nostra fiera e farla dialogare, nell'ottica di una unificazione, alla pari con Bologna”. All'indomani dell'approvazione della legge che sancisce l'ingresso della Regione nelle tre principali fiere emiliano-romagnole, il consigliere regionale Massimo Pironi aggiusta il tiro delle dichiarazioni più polemiche alzatesi dai banchi delle opposizioni. Un tiro forse viziato dall'incredulità: “forse alcuni pensavano che non ci saremmo riusciti. E invece, lo abbiamo sempre considerato uno dei punti più importanti del nostro programma da realizzare, mossi come siamo da una forte consapevolezza della necessità di una piattaforma unitaria del sistema fieristico regionale, in grado di aggredire i mercati stranieri. E mossi dalla consapevolezza che per il tessuto economico e turistico riminese è la leva più potente del suo futuro turistico, insieme al Palazzo dei Congressi. Una consapevolezza che accomuna anche qualche membro dell'opposizione, come Lombardi, che ha trovato la strategia della legge condivisibile”.
“Ci auguriamo che sia la volta buona”: Massimo Pironi commenta così l'annuncio del premier Silvio Berlusconi sul tavolo di regia unico per il turismo. “E' quello che auspichiamo da anni, era contenuto nel documento che le istituzioni riminesi avevano consegnato a suo tempo al ministro Rutelli e che, pochi giorni fa, tutti gli assessori regionali al turismo italiani hanno ribadito a Riva del Garda, alla Conferenza nazionale del Turismo.
Centralità all’impresa sostenendo chi rischia e non chi specula o si nasconde dietro ai facili meccanismi della rendita, rendere più incisiva la nostra promozione all’estero ridando ruolo all’ENIT e, al contempo, puntare fortemente sui temi della qualità: ambientale, dei servizi e del personale. Sono alcuni degli aspetti usciti dalla Conferenza nazionale sul turismo, svoltasi a Riva del Garda, il 20 e 21 giugno. Aspetti stilati - grazie all'importante ruolo svolto dalla nostra Regione e dal Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani – in un documento sottoscritto dal coordinamento degli Assessori regionali al turismo. Argomentazioni che non solo condivido, ma che se trovassero la capacità di raccordo che tutti auspichiamo potrebbero finalmente metterci nelle condizioni di dare all’industri turistica il ruolo che merita nell'economia italiana, dal momento che il settore contribuisce per il 10% al PIL nazionale. Mi sembra che in questa stessa direzione vadano anche le riflessioni del Presidente UERA Alessandro Giorgetti. Il quale, dalle pagine del Corriere, richiama l’attenzione sullo sport come chiave del rilancio per il nostro turismo. Ne sono sempre stato convinto perché da trent'anni mi occupo di sport. Oggi ne ho maggiore consapevolezza - grazie all'impegno che ricopro in una società sportiva - conscio che il rafforzamento della marca territoriale non può non tener conto del fatto che oggi il turista / viaggiatore sceglie la sua destinazione in base a motivazioni legate anche agli eventi sportivi e alla possibilità di praticare sport.
Oltre ai mancati rinforzi estivi per la Riviera, annunciati proprio all'avvio della stagione estive – al centro della Conferenza provinciale sulla sicurezza urbana, di venerdì prossimo a Rimini – sul tema sicurezza si presenta un’altra forte incoerenza del Governo: il decreto legislativo sulla sicurezza, votato ieri al Senato. Il decreto sospende infatti per un anno i processi penali per fatti commessi fino al 30 giugno 2002 per i quali è prevista un pena detentiva inferiore ai 10 anni. A tale proposito l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, con una risoluzione firmata dal capogruppo e da me sottoscritta assieme a tutti i colleghi della maggioranza, ha chiesto al Parlamento di stralciare dal testo del Decreto legislativo 23 maggio 2008 n. 92 l’emendamento 2.0.800 AS n. 692, che se approvato impedirebbe il perseguimento dei responsabili di gravissimi reati quali omicidi colposi a vario titolo, violenza sessuale, estorsione, rapina, colpa medica, usura e maltrattamenti in famiglia, nonché delitti in materie per le quali la condanna impone severe pene accessorie a tutela del buon andamento della pubblica amministrazione e il suo patrimonio (corruzione, peculato, abuso d’ufficio, frode fiscale, truffa ai danni dell’UE) e della correttezza e trasparenza del mercato (reati in materia economica).
Dal piano locale a quello nazionale, in questi giorni, le condizioni di vita dei bambini e delle bambine sono al centro dell’attenzione. E purtroppo è quasi sempre la cronaca a riaccendere i riflettori sui cittadini più piccoli. Ne prendo atto, dichiarando da subito che non intervengo nella questione che sta ora occupando le pagine dei quotidiani riminesi, ma vorrei invece che tutti noi ci fermassimo un momento a riflettere su quali politiche sappiamo costruire per l’infanzia e l’adolescenza.
La semplice fotografia delle platee delle nostre assemblee più recenti, con i tanti volti di donne e di giovani che le caratterizzano, rappresenta una sferzata di ottimismo e di energia.
Non credo davvero di essere stato l'unico qui dentro che ha vissuto con frustrazione l'idea di ritrovarsi sempre gli stessi, un po' più vecchi, un po' più stanchi, un po' più isolati.
Se guardiamo al mondo è facile accorgersi che i Paesi più dinamici, più competitivi e più solidi sono quelli più aperti, quelli che hanno conosciuto un grande rimescolamento sociale e che hanno saputo fare incontrare culture, razze e tradizioni diverse.
Una comunità, per evolvere, deve poter cambiare. Deve poter sperimentare percorsi nuovi, soluzioni diverse, deve rinnovare la propria capacità di leggere i problemi e le difficoltà.
Un partito che si propone di far crescere la propria comunità deve avere il coraggio di cambiare.
E si è capaci di cambiare se si ha il coraggio e l'intelligenza di mettersi in gioco e sperimentare nuove modalità di partecipazione, se non si ha paura di rischiare qualcosa (comprese le sicurezze che ci vengono da identità che un tempo ci apparivano scolpite per sempre dalla storia) per spingerci più avanti.
Dobbiamo imparare a guardare il mondo e la stessa nostra realtà con occhi nuovi.
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