Nel campo delle evoluzioni sociali lo sport è indubbiamente uno di quelli che ha avuto il maggior sviluppo negli ultimi decenni.
Incontro particolarmente significativo quello avuto da Massimo Pironi, candidato alle primarie del Partito Democratico di Riccione in programma il 18 gennaio, con le società sportive cittadine. Vi hanno partecipato una cinquantina di persone e i temi emersi sono stati numerosi. “Riccione – commenta Pironi – è sicuramente ben attrezzata sotto l’aspetto dell’impiantistica e il sistema ha qualità che vanno maggiormente valorizzate. Ci sono competenze elevate alle quali ora è necessario offrire una rampa di lancio per il salto di qualità globale. Riccione punta forte sull’organizzazione di eventi sportivi che abbiano un riflesso sull’economia turistica, ora questa politica deve integrarsi maggiormente con la città e con il territorio”. Quattro gli spunti fondamentali che sono emersi dal confronto:
Ammonteranno a oltre 180 mila euro i fondi stanziati dalla Regione per la qualificazione e la ristrutturazione di impianti sportivi della provincia di Rimini e per realizzare spazi attrezzati all'aperto per le attività psicomotorie, destinati soprattutto ad agevolare l'aggregazione giovanile. Metà di questi fondi sono stati assegnati oggi, con l'approvazione in Assemblea Legislativa dell'Emilia – Romagna del bando regionale che stanzia in totale oltre un milione di euro. L'altra metà invece arriva dall'assestamento di bilancio. Infatti, “oltre alle risorse votate oggi, – spiega Massimo Pironi, presidente della commissione Sport – saranno resi disponibili altri 1.100.mila euro con la manovra di assestamento di bilancio, votato lo scorso luglio. Con tutta probabilità sarà riattribuita alla nostra provincia una cifra superiore a quella votata oggi”. Dal 2001 al 2007 la Regione ha stanziato per questo settore 32 milioni di euro che hanno prodotto più di 110 milioni di euro di investimenti.
A proposito delle dichiarazioni del collega consigliere Gioenzo Renzi sul provvedimento relativo al programma triennale dell’impiantistica sportiva vorrei puntualizzare alcune inesattezze. L'impiantistica sportiva in questa regione è frutto di un impegno importante in particolare degli enti locali che hanno provveduto molto spesso anche alla realizzazione delle palestre scolastiche. La Regione, che non ha competenze specifiche, nonostante tutto ha erogato contributi dal 2001 al 2007 sfruttando la legge 13/2000 per un importo complessivo di 32 milioni di € contribuendo alla realizzazione di interventi per un valore di oltre 110 milioni di €. Per l’anno corrente alle risorse stanziate di 1,100 milioni di € in fase di assestamento ne sono stati aggiunti altrettanti raddoppiando lo stanziamento. Risorse modeste certamente che mi vedranno impegnato a richiederne l’aumento per il prossimo anno. Voglio solo ricordare che nelle disponibilità del soppresso ministero dello sport c’erano circa 600 milioni di € per sostenere le programmazioni regionali sull’impiantistica sui quali esisteva già un accordo di suddivisione fra le regioni. Seicento milioni che il ministro Tremonti, con il decreto di inizio estate, ha cancellato in nome di un federalismo alla rovescia che lascia sempre più soli coloro che sono in prima linea in particolare comuni e società sportive. Le priorità indicate, quindi non riguardano costruzioni di nuovi impianti, vista la esiguità delle risorse, ma la messa a norma e il completamento di quelli esistenti. Questo significa che l’obiezione relativa al riequilibrio della spesa per recuperare eventuali gap con altre province non centra nulla. Peraltro ho ribadito in commissione che la Provincia di Rimini è l’unica provincia che alle risorse provenienti dalla Regione ce ne aggiunge delle proprie e che questa volontà dovesse essere premiata cambiando i criteri di assegnazione. La commissione ha condiviso la mia obiezione, peraltro sostenuta dall’assessore Fabrizio Piccioni in sede Unione Provincie Italiane (Upi), e ha approvato un emendamento considerando per una percentuale del 20% delle risorse sia proporzionato all’impegno finanziario delle province.
Sostanziali novità sono presenti quest'anno per la concessione dei contributi per la promozione sportiva.
Centralità all’impresa sostenendo chi rischia e non chi specula o si nasconde dietro ai facili meccanismi della rendita, rendere più incisiva la nostra promozione all’estero ridando ruolo all’ENIT e, al contempo, puntare fortemente sui temi della qualità: ambientale, dei servizi e del personale. Sono alcuni degli aspetti usciti dalla Conferenza nazionale sul turismo, svoltasi a Riva del Garda, il 20 e 21 giugno. Aspetti stilati - grazie all'importante ruolo svolto dalla nostra Regione e dal Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani – in un documento sottoscritto dal coordinamento degli Assessori regionali al turismo. Argomentazioni che non solo condivido, ma che se trovassero la capacità di raccordo che tutti auspichiamo potrebbero finalmente metterci nelle condizioni di dare all’industri turistica il ruolo che merita nell'economia italiana, dal momento che il settore contribuisce per il 10% al PIL nazionale. Mi sembra che in questa stessa direzione vadano anche le riflessioni del Presidente UERA Alessandro Giorgetti. Il quale, dalle pagine del Corriere, richiama l’attenzione sullo sport come chiave del rilancio per il nostro turismo. Ne sono sempre stato convinto perché da trent'anni mi occupo di sport. Oggi ne ho maggiore consapevolezza - grazie all'impegno che ricopro in una società sportiva - conscio che il rafforzamento della marca territoriale non può non tener conto del fatto che oggi il turista / viaggiatore sceglie la sua destinazione in base a motivazioni legate anche agli eventi sportivi e alla possibilità di praticare sport.
Una giornata di studio dedicata agli impianti sportivi e e alla loro gestione, un tema apparentemente tecnico e apparentemente pubblico, per una realtà che invece si allarga a competenze e componenti diverse, abbracciando in sé i problemi della gestione ma anche le potenzialità della sussidiarietà ad opera delle società sportive, il tema dei finanziamenti ma anche la ricerca universitaria. Un universo composito, quindi, per un settore in evoluzione quale è lo sport, e la forte penetrazione che sta avendo nella società non solo come fenomeno mediatico, “ma per la dimensione sociale ed educativa, economica, organizzativa”, ha spiegato Massimo Pironi, presidente della commissione Sport della Regione Emilia – Romagna. E in questa chiave di complessità che Pironi ha organizzato e introdotto la giornata di studi, tenutasi a Riccione. Con uno sguardo sulla sussidiarietà, perché “molti eventi sportivi non sarebbero organizzati se non ci fossero le società sportive”. E qui il riferimento alla legge regionale 11 del 6 luglio 2007 sulle modalità di affidamento della gestione degli impianti, che affronta il cuore del convegno e il rapporto tra pubblico e privato. E infatti, il parterre degli ascoltatori era formato non solo da amministratori pubblici, ma da molti esponenti delle società e delle federazioni sportive. Non solo pubblico, non solo privato sportivo nel tema dell'impiantistica, ma anche la ricerca, che come ha sottolineato il preside della Facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Bologna, Carlo Bottari, “così come per le facoltà di medicina sono essenziali le cliniche, gli ospedali, per le ricerche della nostra facoltà sono essenziali gli impianti sportivi. E in questo territorio abbiamo trovato molte iniziative perché soltanto la presenza degli impianti rendono possibile l'esistenza della Facoltà”.
“Spazio allo sport”, la realizzazione e la gestione degli impianti sportivi tra legislazione, contrattualistica e soluzioni: saranno questi i temi di un incontro – tavola rotonda in programma a Riccione la mattina del 21 aprile. Temi complessi, soprattutto per quanto riguarda le evidenti difficoltà legate alla realizzazione di nuovi impianti ma anche delle possibili soluzioni offerte dalla contrattualistica e dai soggetti che operano sul campo. L’incontro è organizzato dalla commissione Sport dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, presieduta dal consigliere regionale Massimo Pironi, e gode del patrocinio dell’Istituto per il Credito Sportivo, dell’Università di Bologna, facoltà di Scienze Motorie, della Provincia di Rimini, del Comune di Riccione e dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Rimini. “Spazio allo sport. Realizzare e gestire gli impianti sportivi: le possibili modalità di finanziamento” – questo il titolo dell’iniziativa – è un appuntamento di studio dedicato agli operatori del settore, pubblici e privati, e agli attori delle Autonomie locali, soggetti che , sempre più frequentemente, esprimono un bisogno di conoscenza e approfondimento su queste tematiche. “L'iniziativa – spiega il Presidente della commissione Sport Massimo Pironi vuole rispondere al bisogno di punti di riferimento di cui necessita la galassia del sistema sportivo nella nostra regione. C'è un forte bisogno di confronto e di ricerca di nuove opportunità di sviluppo nell'ambito sportivo. Lo stesso concetto di sport si è allargato e ciò ha messo in crisi il modello di organizzazione del sistema sportivo nel nostro paese.
Dal piano locale a quello nazionale, in questi giorni, le condizioni di vita dei bambini e delle bambine sono al centro dell’attenzione. E purtroppo è quasi sempre la cronaca a riaccendere i riflettori sui cittadini più piccoli. Ne prendo atto, dichiarando da subito che non intervengo nella questione che sta ora occupando le pagine dei quotidiani riminesi, ma vorrei invece che tutti noi ci fermassimo un momento a riflettere su quali politiche sappiamo costruire per l’infanzia e l’adolescenza.
Ammontano a 67 mila euro i fondi che la Regione mette a disposizione della Provincia di Rimini per l’impiantistica sportiva. "Un bando molto atteso dagli Enti locali, che scadrà 11 agosto - spiega il presidente della commissione Sport, il consigliere Massimo Pironi - che ci permette di intervenire su un settore non molto seguito dalla Stato. L'ultima legge in materia, infatti, è la Carraro dei mondiali '90. Sono risorse esigue, ma siamo almeno nell'ottica della continuità, con il terzo rinnovo nel triennio".
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